ALI BATTENTI

Con questo studio Leonardo vuol dare una dimostrazione pratica della possibilità delle ali di sostenere dei pesi. Se lo sperimentatore fosse riuscito ad abbassare con sufficiente rapidità la lunga leva, l'ala collegata, appoggiandosi sull'aria, avrebbe dovuto sollevare il peso di un pancone pesante all'incirca quanto quello di un uomo. Utilizzando lo stesso rapporto tra peso e apertura alare di un'anatra, Leonardo aveva calcolato che l'ala doveva misurare circa 12 metri in lunghezza e larghezza, dimensione difficilmente manovrabile da un solo uomo.


GRU GIREVOLE

Durante il suo apprendistato nei cantieri fiorentini, Leonardo ha modo di vedere in azione molte gru, tra cui quelle di Brunelleschi, che disegna in molte pagine dei suoi manoscritti. Questi modelli erano pensati per lavorare nelle vicinanze di cave di pietra o allo scavo di canali. Le gru girevoli, oltre a lavorare in altezza, potevano ruotare permettendo rapidi travasi di materiali. Nel modello a doppio braccio, il movimento era facilitato dal contrappeso. Le gru potevano anche essere trainate per brevi tratti su rulli.


BARCA A PROPULSIONE A RUOTE

Questo modello rappresenta uno studio di propulsione a pale per un'imbarcazione. Le ruote motrici dovevano essere azionate da due uomini e le pale dovevano misurare un braccio e mezzo (circa 90 cm). Per aumentare la forza dei vogatori, Leonardo prevede ruote dentate e ingranaggi, moltiplicando così i giri delle pale. Secondo i suoi calcoli, che prescindono però da problemi di attrito, l'imbarcazione avrebbe potuto raggiungere una velocità molto elevata.


VITE AEREA

"Trovo, se questo strumento a vite sarà ben fatto, cioè fatto di tela lina, stopata i suoi pori con amido, e svoltata con prestezza, che detta vite si fa la femmina nell'aria e monterà in alto".

In questo studio di vite aerea, Leonardo arriva a ipotizzare e formulare in anticipo di secoli l'efficacia trattiva dell'elica. La vite ha un diametro di 5 metri ed è fatta di canne, tela di lino e filo di ferro. Doveva essere azionata da quattro uomini che, per far ruotare l'albero, poggiavano i piedi sulla piattaforma centrale e, con le mani, facevano forza sulle rispettive barre.


CATAPULTA

Tra le macchine da guerra più vecchie, le forme elastiche affascinano Leonardo che ne disegna svariate nei suoi codici. Anche se in un primo momento non troverete niente di nuovo, vi accorgerete delle piccole innovazioni applicate a questo modello, come il meccanismo autobloccante che permette di caricare con facilità l'arma, senza il rischio che il masso venisse lanciato prima del tempo..


CARRO ARMATO

Farò carri coperti, securi e inoffensibili; e quali intrando intra li nimici con le sue artiglierie, non è sì grande moltitudine di gente d'arme che non rompessimo. E dietro a questi potranno seguire fanterie assai illese e senza alcuno impedimento."

Per portare panico e distruzione tra le truppe nemiche, Leonardo pensa e disegna un carro a forma di testuggine, rinforzato con piastre metalliche, con torretta interna di avvistamento ed armato di cannoni. Il movimento del carro era garantito da 8 uomini che azionavano dall'interno un sistema di ingranaggi collegato alle ruote. Dalle note che accompagnano il disegno si deduce che Leonardo pensò di utilizzare dei cavalli al posto degli uomini, ma la possibilità che gli animali si imbizzarrissero in uno spazio così ristretto e rumoroso dovette ben presto dissuaderlo. La direzione del fuoco poteva essere decisa dagli uomini posti nella parte alta del carro, da dove, attraverso delle strette fessure, potevano vedere il campo di battaglia.