Perché un Museo virtuale?

Le motivazioni sono soprattutto nella volontà di mettere in moto un discorso sulla funzione, sul ruolo che può svolgere nel complesso mondo di internet un Museo; un discorso articolato, quindi, che investa la valenza culturale dell'iniziativa, esaltando la potenzialità del 3d, ma che affronti anche temi concreti, operativi, come quello di rendere visibile ad un numero molto elevato, strutture, ambienti, monumenti, opere d'arte... nel modo più reale possibile. Quale la nostra idea, dunque? Che il Museo sia un luogo vivo, dinamico, aperto ai circuiti culturali nazionali ed internazionali, in cui non si parli un solo linguaggio, quello della visione, bensì si intreccino in una complessa rete altri linguaggi, quello della comunicazione, del confronto, della elaborazione, del progetto, della realizzazione. Un luogo virtuale, perché è di web che stiamo parlando, in cui gli utenti, ciascuno con il proprio "avatar", possano ritrovarsi, discutere, mettere insieme idee ed energie creative e organizzative, attivare collegamenti con le realtà artistiche. L'intento non è quello di svalutare il museo reale e di evidenziare la superiorità di quello virtuale. Non è un incentivo a non visitare i musei. L'obiettivo è quello di rendere accessibile un museo ad un numero maggiore possibile di persone sfruttando la potenzialità di internet. Non è certo cosa da tutti i giorni poter vedere ad esempio il Guggenheim Museum di New York. Grazie alla tecnologia w3x questo diventa possibile e nel modo più reale. Ecco che entra in gioco il 3d che ci permette di riprodurre in maniera pressoché identica ciò che vogliamo, elemento molto ininfluente questo per la fruibilità della struttura e dei suoi contenuti. W3x coniuga un potente mezzo di comunicazione visiva, il 3d, con un potente mezzo di comunicazione di massa, internet. Aggiunge una terza dimensione al mondo statico del web e permette di navigarlo nel vero senso della parola, proprio come all'interno di un videogame.